Social Media e Pharma: pazienti sempre più digital

I pazienti sono più che mai proattivi anche sui canali digital attraverso i quali sono alla ricerca continua di informazioni e servizi sanitari.  

 

I pazienti di oggi si aspettano che le aziende farmaceutiche forniscano una serie di servizi che completino il prodotto che vendono. L’indagine realizzata da Accenture “Why Pharma Companies Can’t Ignore Patient Services”, realizzata su un campione di 2.000 pazienti in USA, ha infatti mostrato un divario sorprendente e significativo trai servizi che i pazienti vogliono ottenere e di quelli che stanno ricevendo .

Nello specifico:Pharma Social Media

  • l’80% dei pazienti sono in modo proattivo alla ricerca di informazioni sui farmaci che stanno assumendo e, più del 70&, cercano le informazioni sui servizi sanitari relativi alle proprie condizioni
  • I pazienti vogliono essere raggiunti dalle aziende farmaceutiche tramite mezzi digital. Più di due terzi – il 68% dei pazienti / consumatori – trascorrono molte ore al giorno online.  il 69% di quelli ha un’ età superiore ai 65 anni.

Ma vediamo nel dettaglio attraverso quali canali i pazienti vogliono farsi raggiungere dalle aziende farmaceutiche:

  • il 69% dei pazienti  vuole essere raggiunto via email,
  • il 48% dei pazienti  vuole essere raggiunto via sito web
  • il 44% dei pazienti  vuole essere raggiunto via applicazioni mobile
  • il 38% dei pazienti  vuole essere raggiunto via social media

Conclusioni:

I pazienti vogliono e si aspettano più servizi dalle aziende  farmaceutiche per aiutarli a conoscere le loro condizioni e terapie e gestire meglio la loro salute. il mercato sanitario fornisce significative opportunità alle  aziende farmaceutiche per farlo.  Tutte le aziende farmaceutiche devono per dare un’occhiata da vicino al loro attuale portafoglio e identificare dove poter implementare i propri servizi nonché le vie di comunicazione preferite dai pazienti, quindi personalizzare canali e contenuti per fornire una rilevante customer experiences a larga scala.

 

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Cresce l’e-Commerce B2C in Italia

Cresce l’e-commerce B2C in Italia raggiungendo un giro d’affari pari a 11 miliardi di euro, con un incremento del 18% rispetto all’anno precedente.
 
ecommerce b2c italiaÈ questo quanto si evince dallo studio “Il Mercato dell’e-Commerce B2C in Italia” realizzato dall’Osservatorio eCommerce B2C di Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano.
 
A dispetto della crisi, l’e-Commerce B2C in Italia segna un + 19%. 12 Milioni gli online shopper nel nostro paese, pari al 40% dell’utenza totale internet italiana con un incremento del 33% rispetto allo scorso anno.
 
Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, ha individuato tre motivazioni alla basse di questa crescita:
 
“Quasi 3 milioni di nuovi acquirenti online si sono affacciati su questo canale lasciando sorpresi gran parte degli operatori del settore. Questo balzo è da attribuire a tre ragioni principali: la crisi, che ha fatto rompere gli indugi agli internauti ancora incerti e insicuri; la forte diffusione degli smartphone, con 30 milioni di possessori, che ha reso più facile l’accesso a internet educando e creando il cosiddetto fenomeno “me too” che porta a modelli di consumo di massa; infine l’evoluzione dell’offerta delle vendite di abbigliamento sul modello delle Cash sales e l’offerta di coupon di servizi locali fortemente scontati che hanno dato una scossa al mercato. Dal lato dell’offerta oltre agli attori “discount” sono comparsi in forze i produttori del “Made in Italy” dalla moda e accessori al piccolo artigianato, cuore pulsante di una Italia dimenticata”.
 
Abbigliamento, Informatica ed Elettronica di consumo sono i settori merceologici che registrano la crescita maggiore. Nell’abbigliamento si segnala la buona crescita di yoox.com, dei club online e l’ingresso di nuovi player come Benetton, Intimissimi e Stefanel. Amazon, eBay.it e i grandi retailer trainano invece il comparto dell’Informatica ed Elettronica di consumo. Più statica invece la situazione per l’editoria, musica e audiovisivi. Nell’ambito dei servizi, turismo e assicurazioni segnano i consumi più alti. In termini di percentuali sul valore totale dell’e-Commerce italiano, i principali comparti merceologici segnano:
 
• Turismo 46%
• Abbigliamento 11%
• Informatica ed elettronica di consumo 10%
• Assicurazioni 10%
• Editoria, musica ed audiovisivi 3%
• Grocery 1%
• Couponing di prodotti e servizi 4%
• Ricariche telefoniche 3%
 
Il Social Commerce non ha ancora raggiunto la totale fiducia dei marchi in termini puramente commerciali, tuttavia il 90% circa delle aziende intervistate ha una presenza sui Social Network. L’80% è attivo su almeno due Social diversi, il 60% addirittura su 3. Facebook è lo strumento più adottato (84% dei merchant), seguito da Twitter (70%), Youtube (58%), Google+ (34%) e Pinterest (27%).
 
“Il Social Commerce è da considerarsi come una strategia di commercio elettronico che utilizza i social media per interagire, supportare e persuadere gli utenti nella fase di vendita di beni e servizi.”
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Le aziende riconoscono il valore dei Social Media

L’uso dei social media in azienda è considerato positivamente da parte degli alti dirigenti d’impresa che ne hanno compreso le potenzialità.
 
Social media marketingUna ricerca appena commissionato dallo studio legale irlandese McCann FitzGerald che ha coinvolto un campione di 250 alti dirigenti d’azienda irlandesi e decision maker di grandi aziende, PMI e microimprese, conferma che 3 boss su 4 ammettono di avere un account Facebook .
 
Per la precisione, lo studio ha dimostrato che i dirigenti usano i social media di più rispetto alla popolazione media:
 
• Il 72% dei dirigenti sono presenti su LinkedIn rispetto al 23% degli utenti in generale
• Il 74% dei dirigenti possiede un account Facebook rispetto al 55% della popolazione media
• Quasi il doppio di molti imprenditori hanno un account Twitter, con 50% presente rispetto al 27% degli utenti in generale
 
Tuttavia solo il 18% consente al personale l’accesso completo ai social media
 
Paul Lavery della McCann Fitzgerald ha dichiarato che c’è una crescente consapevolezza tra le imprese che social media e tecnologie digitali non sono un trend passeggero:
 
A nostro avviso, siamo solo all’inizio della rivoluzione digitale per le imprese. Già stiamo vedendo i clienti che abbracciano le nuove opportunità offerte dalla tecnologia digitale per impegnarsi, acquisire e mantenere i clienti in un modo che sarebbe stato impossibile anche nel recente passato . ”
 
La stragrande maggioranza delle imprese, ben il 63% – si aspettano i social media acquistino ancor maggior rilievo per il proprio business nel 2014.
Un terzo dei boss interrogati dichiara di aver già investito in soluzioni di archiviazione dati, come il cloud computing; il 43% delle imprese ha acquisito specifiche competenze digitali, e un quarto di loro ha assunto personale con specifiche competenze digitali che ritengono necessarie per rispondere alle nuove realtà.
 
I social media hanno cambiato il modo in cui le aziende comunicano con i propri clienti ed anche dipendenti. Ma con l’80% degli adulti online le aziende devono avere chiara la propria social media strategy, nulla può essere lasciato in mano all’improvvisazione.
 
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I Social Media per cercare lavoro

I socia media e le tecnologie smart sono sempre più utilizzati per la ricerca di personale. Aziende specializzate nelle risorse umane e persone in cerca di occupazione fanno utilizzo di questi nuovi strumenti per raggiungere i propri reciproci obiettivi.
 
Il 40% di chi è in cerca di occupazione utilizza i social media per trovare un nuovo lavoro. È questo uno dei dati riportati all’interno della ricerca “The 2013 Kelly Global Workforce Index (KGWI)” condotta dalla Kelly Service, azienda leader nella consulenza per le risorse umane, su un campione di 120.000 partecipanti provenienti da 31 paesi.
 
Nella sezione “Social Media e Tecnologia”, l’indagine esamina come i social media stiano penetrando nell’ambiente di lavoro ed impattando sul processo di selezione del personale, sulla scelta delle carriere e sul recruitment in generale
 
Ecco alcuni dati significativi emersi dalla ricerca:
 
• Globalmente, il 44% degli intervistati ha dichiarato di essere stato contattato attraverso i social media circa un’opportunità di lavoro nei precedenti 12 mesi.
• Globalmente, più della metà degli intervistati – il 53 % – concordano sul fatto che i social media sono un buon metodo per fornire rinvii di lavoro tra amici e colleghi
• Globalmente, il 16 % degli intervistati ha dichiarato che durante l’anno precedente hanno ricevuto una nuova opportunità di lavoro che ha avuto origine attraverso i social media
 
Citando il documento:
“I social media hanno aperto la porta per consentire ai candidati ed agli altri di guardare al di là degli ostacoli che le organizzazioni erigono verso il mondo esterno. Questo porta sfide e opportunità nonché la necessità di strategie affinché le imprese inviano i messaggi giusti ai clienti, ai potenziali dipendenti ed agli parti interessate”
 
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I Social Media spingono l’e-Commerce

I social media incidono sempre di più nelle vendite online. Nel 2013 il 75% delle vendite e-commerce è stato generato dai social media.


È questo quello che si ricava dall’analisi realizzata dalla società americana Mobstac, ed inoltre, nel 2013: 
 
• il 74 % dei consumatori ammette si basano sui social media per gli acquisti ,
• il 40 % degli utenti dei social media hanno comprato un articolo in negozio online dopo averlo condiviso su Facebook , Twitter o Pinterest
• Il traffico sui siti di e–commerce generato dai social media ha portato a un incremento dei ricavi del 17,8 % rispetto la prima metà dell’anno
 
Oltre ai numeri la società da anche dei suggerimenti:
 
• Facebook potrebbe risultare migliore per costruire la brand awareness , la promozione delle vendite stagionali e rispondere alle richieste dei clienti ,
• Twitter potrebbe essere più adatto per guidare l’engagement del ventilatore
• Pinterest per fornire merchandise esclusive e organizzare anteprime
 
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La PMI vede nei Social Media un’opportunità di crescita

I Social Media rappresentano un’opportunità di crescita per le aziende, se n’è resa conto anche la PMI. Ce lo rivelo uno studio condotto da LinkedIn.
 
PMI e Social MediaLinkedIn, una delle più popolari piattaforme di social networking utilizzata principalmente dai professionisti, ha appena pubblicato uno studio realizzato in collaborazione con società di ricerche di mercato TNS su un campione di 998 piccole e medie imprese negli Stati Uniti e in Canada, nel quale rivela che:
 
• l’ 81% delle PMI utilizza i social media e tra queste il 94% lo fa per scopi di marketing
• il 91% degli intervistati ha detto che i social media hanno aiutato ad “aumentare la consapevolezza” del loro marchio
• l’82 % ha detto che li ha aiutati a generare ” nuovi contatti ”
• quasi ¾ delle imprese hanno aumentato i propri bilanci sugli investimenti relativi ai social media lo scorso anno
 
Lana Khavinson, product manager senior di LinkedIn che supervisiona le iniziative sulla PMI della società, ha dichiarato:
 
“Sappiamo che per le PMI la più grande sfida è attrarre e fidelizzare i clienti. Ecco davvero un chiaro indicatore del valore che i social media stanno fornendo alle aziende che stanno rapidamente crescendo . ”
 
Questi dati sono rassicuranti non solo per la piattaforma LinkedIn, ma anche per gli altri social network come Facebook e Twitter che mirano ad attirare gli investimenti della PMI a scopi pubblicitari. Se si pensa che solo Facebook conta già oltre 25 milioni di imprese attive con la propria fan page e facile intravedere le potenzialità del business.
 
Tuttavia, il mondo dei social media e la gestione di essi a livello aziendale non è un’attività così semplice come potrebbe sembrare. Le PMI dovrebbe affidarsi a professionisti del settore perché così come in tempi relativamente rapidi l’azienda può crearsi una buona web reputation, ancor più velocemente un errore online può compromettere l’intera immagine del marchio.
 
La pianificazione e la creazione di un’identità sui Social Media rappresenta uno dei primi passi necessari per accedere proattivamente al mondo Web 2.0.
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Più attenzione ai clienti, anche attraverso i social media

Sempre di più le aziende investono sull’ascolto dei propri clienti. Nella battaglia tra i brand, le aziende si devono impegnare nell’intensificare le relazioni coi clienti attraverso sia i canali tradizionali sia i canali digital trai quali i social media.


 
L’indagine effettuata da Verint® Systems Inc. e il Customer Contact Association (CCA) su un campione di 150 senior customer service and contact centre managers in Inghilterra ha rivelato che il 95% di questi sta investendo maggiormente sui propri clienti ascoltando quello che hanno da dire e analizzando le informazioni su di loro.
 
Tuttavia un secondo sondaggio condotto da Ipsos MORI per Verint® Systems Inc. su un campione di circa 1.000 consumatori inglesi riferisce che solo il 29% dei consumatori si sente valorizzato come cliente.
Lo studio offre alcune inoltre indicazioni strategiche per le aziende, tra le quali:
 
Il 33% degli intervistati dichiara di credere nel potere dei social media di rendere le marche più responsabili
– oltre il 33% dei clienti, se correttamente coinvolto e premiato, rimane fedele per molti anni e sostiene attivamente il marchio tra amici, familiari e connessioni sui social network.
 
Con la possibilità data ai consumatori di passare facilmente da un’azienda ad un’altra, i bran hanno bisogno di alzare la posta in gioco per mantenere i loro clienti e aumentare i livelli di soddisfazione.
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Social Media ROI, questo sconosciuto

Le aziende non sono ancora in grado di calcolare il ROI sui Social Media. Nonostante il crescente utilizzo dei Social Media Analytics tool, il Return On Investment resta uno sconosciuto.
 
È questo quanto si evince dallo studio realizzato dalla società di marketing e ricerca canadese Demand Metric “Social Media Analytics: Enabling and Optimizing Use Cases with Analytics”.
 
Dallo studio si evince infatti che:
 
• Il 70% degli intervistati, ovvero più di un terzo sul totale dei partecipanti al sondaggio, non è in grado di quantificare quale percentuale dei propri ricavi è influenzata dalla attività sui Social Media. Considerando che gli strumenti di Social Media Analytics vengono utilizzati principalmente per il monitoraggio delle campagne, i dati dovrebbero essere chiari agli utilizzatori della piattaforma per comprenderne i ricavi.
 
• I marketer sempre più spesso utilizzano strumenti di Social Media Analytics per verificare ed ottimizzare il monitoraggio delle campagne adv, fare brand analysis e compiere attività di analisi Competitive Intelligence.
 
• Secondo il 66% dei partecipanti al sondaggio, oe informazioni più preziose provenienti dall’attività di Social Media Analytics riguardano l’Engagement
 
Demand Metric individua la motivazione del gap tra uso dello strumento ed incapacità del calcolo del ROI nella “immaturità” degli utilizzatori stessi.
 
Jerry Racley, chief analyst a Demand Metric e autore del report dichiara infatti:
“I risultati dello studio confermano che gli strumenti di analisi ed il saperli usare sono la chiave per l’efficacia dei social media e l’individuazione del ROI”
 
ImetriX Social Analytics è una piattaforma per il monitoraggio di tutti i Social Media, un potente strumento indispensabile per programmare le strategie di marketing e per ottimizzare il ROI anche sui Social Media.
Il Team di ImetriX mette a disposizione la propria competenza per gestire ed interpretare i dati ricavati dalla piattaforma.
 

Il calcolo del ROI nel web marketing

Il calcolo del ROI sull’attività di web marketing è una delle più grandi sfide per i materketer B2B e B2C. Questa mancanza di chiarezza sui ricavi generati potrebbe indurre i marketer a non voler rischiare i propri investimenti, a meno che non ci sia a monte una sicurezza di successo.

La società americana Webmarketing 1|2|3 ha realizzato un’infografica su obiettivi e sfide delle aziende sia B2B che B2C in ambito web per il 2014, tra queste il calcolo del ROI.
 
L’infografica illustra come per il 25% delle aziende B2C la più grande sfida è rappresentata dal calcolo del ROI. Considerando le attività web principali, le percentuali dei marketer che hanno chiaro come misurare il Retur On Investment è abbastanza bassa. Per esempio:
 
• Solo il 29% dei marketer è in grado di calcolare il ROI sull’attività SEM
• Solo il 12% dei marketer è in grado di calcolare il ROI sui Social Media
 
Inoltre, il 26% dei marketer non sa quale canale produca maggiori leads, come il 33% di loro non sa quale canale generi maggior fatturato.
 
L’infografica offre altri dati interessanti.
 
In merito agli obiettivi di web marketing:
• L’obiettivo più importante per le aziende B2B è generare leads (41%)
• L’obiettivo più importante per le aziende B2C guidare le vendite (40%)
 
In merito agli investimenti di web marketing:
• Il 75% del budget è speso per le azioni di marketing offline
• Il 25% del budget è speso in azioni di marketing online (la percentuale potrebbe aumentare se ci fosse maggiore chiarezza sul ROI)
 
Per calcora il ROI sul web ci viene incontro la web analytics.
ImetriX è la piattaforma proprietaria che attraverso centinaia di metriche, consente di supportare, con efficacia, ogni esigenza di analisi e di monitoraggio delle aziende: dai dettagli sui visitatori, all’analisi dei contenuti, all’analisi delle campagne ADV e molto altro ancora.
Inoltre il Social Analytics Tool di ImetriX è un potente strumento indispensabile per programmare le tue strategie di marketing e per ottimizzare il ROI anche sui Social Media.
 

Social Media, cosa ci riserva il 2014

Il 2013 è stato l’anno dei socia media, ma cosa dobbiamo aspettarci dal questo 2014?


Previsioni Social Media Trends 2014

Il mondo dei social media si fa sempre più complesso. Le grandi piattaforme di social networking si contendono gli utenti, piattaforme nascenti innescando nuove abitudini, social tv, social advertising e ancora altro: ecco alcuni delle possibili evoluzioni in ambito social alle quale assisteremo nel 2014.
 
Boom dei Social Media con contenuti di breve durata. Facebook ha offerto già 3 miliardi di dollari per acquistare SnapChat, piattaforma per la condivisione di immagini che si auto disintegrano nell’arco di pochissimo tempo, restituendo l’aspetto ludico che caratterizzava il primo periodo del lancio dei social media. Teniamo quindi sottocchio SnapChat.
 
Sempre più pubblicità sui social media. La social media advertising vedrà un ulteriore aumento. La sfida tra banner pubblicitario classico e news feed sembra ormai conclusa a favore di quest’ultimi.
 
SoLoMo (social-local-mobile). La convergenza del costante aumento nell’utilizzo di smartphone e social media spingerà maggiormente le attività a geolocalizzarsi e ad attirare i potenziali clienti attraverso sconti e offerte speciali mediante la pratica del “Check- In”. Piattaforme come Foursquare vedranno quindi una maggiore diffusione.
 
Social TV sempre più presente. Nel 2013 si è assistito all’ingresso dei social media all’interno dei programmi televisivi, in particolare dei reality shoow. In questo nuovo anno la tendenza non si ferma, anzi, al contrario, potremmo assistere live alla scelta dei concorrenti mediante social media da parte degli spettatori da casa.
 
Noi brand advocates di noi stessi. La nostra sovraesposizione mediatica online dovuta alla presenza sui social media ci metterà nella condizione di essere noi i brand advocates di noi stessi, ovvero saremo noi in prima persona ad incoraggiare il nostro business ed a portarlo avanti, a guidare gli altri,compreso il nostro staff.
 
I social media come motore di ricerca. Social media non più solo come contenitore di contenuti, ma vero è proprio motore di ricerca. Dimostrazione ne è l’introduzione dell’hashtag in Facebook.
 
Ma per sfruttare tutte le potenzialità sempre più complesse che i social media offrono, nonché per non rischiare la propria web reputation, è il caso di affidarsi a veri professionisti del settore.
 
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