Musei e Social Media in Italia

I Social Network e le nuove tecnologie digitali aiutano a rilanciare i musei. Grazie a questi nuovi strumenti oggi è infatti possibile pensare ai musei non più solo come contenitore in cui conservare opere d’arte dal valore inestimabile e nel quale, in maniera passiva, si partecipa all’epifania del bello, ma come ad un luogo di condivisione e partecipazione, approfondimento e didattica interattiva.

 

Secondo la classifica pubblicata dal The Art Newspaper n° 234 di aprile sui musei più visitati al mondo, il museo a meritare la medaglia d’oro è stato il Louvre, lo scrigno dei tesori francese, con 8.880.000 visite.

 

A seguire la top ten completa:

  1. Musèe du Louvre, Paris: 8.880.000 visite
  2. Metropolitan Museum of Art, New York: 6.004.254 visite
  3. British Museum, London: 5.848.534 visite
  4. National Gallery, London: 5.253.216 visite
  5. Tate Modern, London: 4.802.287 visite
  6. National Gallery of Art, Washington: 4.392.252 visite
  7. National Palace Museum, Taipei: 3.849.577 visite
  8. Centre Pompidou, Paris: 3.613.076 visite
  9. National Museum of Korea, Seul: 3.239.549 visite
  10. Musée d’Orsay, Paris: 3.154.000 visite

 

Per incontrare un museo italiano bisogna raggiungere la 19ª posizione della fiorentina Galleria degli Uffizi con i suoi 1.742.940; segue in 32ª posizione con 1.403.524 visitatori Palazzo Ducale di Venezia; al 40° posto i 1.231.104 visitatori della Galleria dell’Accademia di Firenze; per balzare sino al 78° posto col Museo delle Porcellane di Firenze ed i suoi 695.116 visitatori; ultima nella classifica dei 100, in 96 ª posizione, la Reggia di Caserta con 571.368 visitatori.

 

Ma, senza addentrarci in analisi relative alla qualità e varietà delle opere esposte, rimanendo quindi ad un livello che contempli l’attività di promozione che ogni singola entità museale organizza, balza all’occhio la discrepanza esistente nell’utilizzo dei canali digitali impiegati per raggiungere il target definito.

 

Non è un caso che i primi 5 classificati trai musei più visitati al mondo hanno ritenuto opportuno sviluppare una social media strategy per poter comunicare attivamente con il proprio pubblico.

A seguire una tabella che sintetizza i risultati in termini numero contatti ottenuti perseguendo una costante attività di promozione sui canali social:

 

 

 

A parte qualche realtà che potremmo definire “illuminata”, per lo più dedita all’arte contemporanea come La Biennale di Venezia, il Mart di Trento e Rovereto o la Fondazione La Triennale di Milano, nessun museo italiano ha messo in piedi una strategia di comunicazione di rilievo sui social network ed  in grado di competere con i numeri provenienti dalle grandi realtà museali estere sopra citate.

 

Se pensiamo al museo come ad un’impresa che genera cultura, inserendo i social media all’interno del mix comunicazionale si potrà dare una forte spinta al raggiungimento d’importanti obiettivi quali:

 

  • Creare un brand museo (Brand Awareness), che si ripercuoterebbe positivamente su tutte le attività realizzate all’interno dell’organizzazione;
  • Lanciare e promuovere una nuova attività (acquisizioni, attività di restauro, etc.) o eventi (mostre temporanee, convegni, etc.);
  • Creare interesse intorno ad un’attività o un evento (Buzz Marketing),  stimolando la conversazione attraverso per esempio: pubblicazione di anteprime, aggiornamenti in tempo reale,  raccogliendo e rispondendo ai feedback a conclusione;
  • Accrescere il coinvolgimento del pubblico ed il senso di appartenenza ad una comunità (Social engagement);
  • Fidelizzare il proprio pubblico attraverso attività dedicate (Customer Loyalty)
  • Acquisire dal pubblico informazioni sui loro interessi e su ciò che desidererebbero approfondire (New Ideas Generation), per poi realizzare un programma (conferenze, visite guidate, pubblicazioni, mostre temporanee, etc.) che possa soddisfare, raggiungere ed acquisire il maggior numero possibile di utenti;
  • Incrementare le vendite on-line degli ingressi alla struttura, prodotti editoriali, gadget e quant’altro venga prodotto (E-sales);
  • Offrire servizi di Customer Service per i visitatori.

 

Affiancando e mettendo in relazione all’attività sui Social Media la gestione di un Blog, con la creazione di contenuti sempre nuovi ed ottimizzati per i motori di ricerca che supportino i contenuti più istituzionali all’interno del sito web ufficiale, ed un piano di e-mail marketing, il messaggio verrà amplificato su tutti i canali web disponibili.

 

In ultimo, all’interno di una strategia web a 360° non è possibile non menzionare la creazione di App dedicate per i nuovi device mobili quali smartphone e tablet.

 

App monotematiche realizzate in occasioni di grandi mostre, come per esempio quella messa a punto per la mostra ”Gustav Klimt, nel segno di Hoffmann e della Secessione” tenutasi al Museo Correr di Venezia, permettono un approccio più complesso ed una maggiore possibilità di approfondimento attraverso l’interattività.

 

Un altro esempio degno di nota sull’utilizzo di App in ambito museale c’è dato dal San Francisco Museum of Modern Art che ha realizzato l’ Annual Report 2011 sotto forma di App. “It was an extraordinary year at SFMOMA, and we wanted to share it in an extraordinary way,” queste le parole del Direttore del Museo Neal Benezra.